Evitare di seguire le masse dell’insegnamento vocale

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La società moderna continua a subire il decadimento di cui ho parlato all’inizio, con l’effetto amplificatore della velocità di comunicazione digitale e del panurgismo sociale. Infatti se nell’antichità gli “impresari”, ovvero le persone che gestivano gli artisti, dovendo guadagnare di che vivere proponevano al pubblico artisti “mediocri”, esaltandoli come fossero i migliori, figuriamoci cosa può accadere oggi dove i media ci bombardano da ogni direzione. 

Il pubblico viene costantemente traviato e portato a convincersi, un poco alla volta, che la mediocrità è puro talento. Poi subentra anche l’aspetto affettivo, del tifo, della fede, per cui diventa persino impossibile controbattere contro questi metri di giudizio. Se una persona crede fermamente in qualcosa, anche se è sbagliato, è bene che lotti fino in fondo per ottenere il suo risultato. Quello che è certo è che se una volta si lavorava una vita per raggiungere il successo e mantenerlo, oggi si lavora al massimo per un paio d’anni per raggiungere un successo temporaneo e poi sparire nel nulla.

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Agosto 13, 2019 By Lascia il tuo commento , , , ,

Come valutare le qualità di un insegnante di canto?

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Molte delle persone che si avvicinano all’istruzione vocale si affidano al caso, come se giocassero dei numeri alla lotteria. Spesso non hanno i mezzi, a volte neanche un’idea, per valutare la persona che si trovano di fronte e a cui affideranno la propria voce. Qui è bene spiegare quali sono i metri sui quali misurare le capacità di un vocal coach. 

Il primo metro è valutare la sua vocalità. Attenzione a non fare cascare l’asino! Infatti molto spesso mi trovo di fronte persone o altri vocal coach che vogliono valutare le capacità in base a come si canta. Molti si stupiscono perché non trovano su YouTube o altri siti similari nessuna traccia delle mie performance “canore”, quasi che fosse un obbligo mostrarle per venire scelti. Non si trovano perché ho scelto di non metterle. 

Infatti la capacità di giudicare l’abilità vocale di qualcun altro è legata indissolubilmente alla propria esperienza personale. Dato che normalmente chi desidera imparare ad usare la voce non pensa di sapere già cantare, vi sarà evidente che non è il metro giusto per giudicare un insegnante. Potremmo trovare bella una voce piena di difetti e odiare una voce tecnicamente perfetta. È un po’ come se prendessimo un bambino di prima elementare e lo mettessimo di fronte a uno di quinta elementare, capace di eseguire una moltiplicazione a mente. Per il bambino di prima elementare, quello di quinta elementare sarebbe un “genio” o un “mago”. 

Ma se prendiamo il bambino di quinta elementare e lo mettiamo di fronte ad un ragazzo di terza media, la cosa si capovolgerebbe di fronte ad un’equazione di secondo grado. 

Il metro di giudizio è sempre relativo. Poche persone sono in grado di valutare la bravura del maestro che hanno di fronte e, soprattutto, quando non hanno più nulla da imparare da lui.

Giudicare senza avere delle basi è possibile, ma il risultato finale sarà legato al caso, che spesso porta con sé dei veri e propri disastri. Un po’ come giudicare la stabilità di un ponte senza conoscere nulla delle leggi della fisica, della dinamica e dei materiali.

Visto che ognuno di noi sa parlare, avrà sicuramente più facilità di giudicare la bravura di un insegnante mentre questi sta parlando che mentre sta cantando. Se presenta difetti di pronuncia nella lingua che sta parlando, un marcato accento dialettale, apnea nei discorsi, fretta nell’esporre le cose, arrossamento del volto, sudorazione eccessiva o mostra di non essere a proprio agio in un primo incontro, allora avrete tanti elementi per capire che forse, anche se vi piace come canta, non è un buon maestro.

Dato che nella vita si trova sempre un maestro migliore o qualcuno che la sa più lunga di noi, è bene comprendere anche quando si è appreso tutto da un maestro. Infatti è improbabile riuscire a superare il proprio maestro, col tempo si può solo sperare di eguagliarlo. Chiaramente migliore è il maestro, più rapido sarà l’apprendimento e più elevato sarà il livello finale raggiunto.

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Agosto 7, 2019 By Lascia il tuo commento , , , ,

Come NON diventare un insegnante di canto

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Nei tempi passati, quando l’ambiente della formazione vocale era ancora riservato a pochi, lo studio teorico occupava solo una minima parte dell’istruzione necessaria a diventare un insegnante, infatti la faceva da padrone l’aspetto pratico. Oggi le cose sembrano essersi rovesciate. Scrivo sembrano perché in realtà molto spesso chi si è formato per essere un insegnante non ha la minima idea dell’aspetto pratico di quello che ha imparato. Tante persone si nascondono dietro a termini specialistici, spesso usati a sproposito, solo per darsi importanza o dimostrare di avere una conoscenza teorica. La cosa che per me è pericolosa è che chi ha ottenuto qualche titolo studiando sui libri manca totalmente di esperienza pratica o peggio ancora presenta inaccettabili problemi vocali ancora da risolvere.

In un antico manuale del 1800 dedicato all’addestramento vocale, già si sosteneva che l’arte del canto, si trovasse in uno stato di “deplorabile decadenza”. Chiaramente all’epoca ci si occupava solo della voce in merito al canto, d’altra parte all’epoca erano ben poche le professioni nella quale la capacità di utilizzare la voce fosse determinante per il successo. Oggi le cose sono cambiate in quanto le persone possono sfruttare a pieno la loro voce ottenere migliori risultati nel lavoro e per fare carriera. Infatti chi riesce ad utilizzare la voce meglio rispetto agli altri primeggia già agli esami orali durante l’università e ottiene più facilmente lavoro già ai primi colloqui di lavoro. Poi per fare ulteriore carriera, per arrivare nell’élite, la voce sarà ancora più determinante. Quello che non è cambiato è lo stato di “deplorabile decadenza”, infatti le cose sono rimaste le stesse, anzi forse in 150 anni le cose sono rapidamente peggiorate.

D’altra parte è evidente a tutti che la società umana si evolve continuamente e cambia nel tempo, mentre l’apparato fonatorio, la vocalità dell’essere umano è rimasta immutata per centinaia di migliaia di anni.

Ho preso spunto dalla storia perché solo dalla storia si può imparare qualcosa. Sbagliando si impara, e se è possibile evitare alcuni degli errori già noti perché avvenuti nel passato, è sicuramente meglio che subirli in prima persona.

La storia ci ha trasmesso intatta la più grande verità legata all’insegnamento vocale: “chi sa ben respirare e sillabare, saprà ben cantare”. Questa saggezza antica, riporta già un’ottima chiave di lettura: la voce è unitaria. La voce che si usa per parlare e la voce che si usa per cantare sono la stessa cosa. Se si è capaci di cantare bene, si è anche capaci di tenere discorsi. Se si diventa bravi oratori, si può anche diventare un bravo cantante. Tornando all’aspetto pratico, non può esistere chi sostenga di essere bravo nell’insegnare come tenere un discorso e non sia capace di cantare. Allo stesso modo non può esistere chi sostiene di saper insegnare a cantare e non sia in grado di parlare in pubblico o, peggio ancora, mostra una vocalità piena di difetti di pronuncia o di accento.

Un’altra grande verità che è arrivata intatta a noi è che “una bella voce, nulla potrebbe senza uno studio regolare”. Ovvero anche se esiste quella cosa definita “talento”, questo è solo un piccolo vantaggio sulla linea di partenza. Una persona che ha meno talento ma più determinazione nello studio può tranquillamente superare una persona con più talento, ma poca determinazione. Questo in tutti i campi della vita, dal correre i 400 metri al coinvolgere una platea di 10.000 persone.

Chiaramente queste frasi “storiche” sono molto belle e valide tutt’oggi, ma non bisogna dimenticare che erano legate al mondo del canto, l’unica forma di addestramento vocale dell’epoca, e alla conseguente idea di canto. 

A quei tempi infatti esisteva solo l’opera, il canto lirico, disciplina che ancora oggi ha come regola d’oro la necessità di “spogliare la voce di tutta la sua agilità, per renderla pari ad un perfetto strumento musicale”

Questa frase, mio malgrado, è tutt’oggi presente e utilizzata da molti vocal coach, anche per scopi diversi da quelli della musica lirica. Le mie battaglie contro il cattivo insegnamento del canto sono oramai famose, ma la mia voglia di regalare altre perle di saggezza è rimasta immutata. L’idea stessa di deprivare la voce umana della sua capacità di esprimere le emozioni e di creare sfumature impercettibili è qualcosa, per me, di abominevole. Per fare un paragone è un po’ come l’idea di prendere un’immagine fotografica per trasformarla in una sua versione “ridotta” a solo 24 colori, eliminando volontariamente tutte le infinite sfumature intermedie. Chiaramente l’immagine sarà ancora comprensibile, anche piacevole, ma il 99% delle informazioni presenti saranno andate inevitabilmente distrutte per sempre.

Per darvi modo di visualizzare meglio questo esempio, osservate le immagini seguenti:

Immagine originale, con milioni di colori

Immagine elaborata, con solo 24 colori

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Luglio 15, 2019 By Lascia il tuo commento , , ,

Little big Italy a Boston!

Ho avuto l’onore e il piacere di essere una dei tre “Expat” italiani selezionati a Boston per partecipare al quarto episodio di Little big Italy, con the “Brooklynman” Francesco panella.

Qui potete vedere alcuni scatti del Backstage e il promo del programma che mi riguarda!

Potete visualizzare l’intero episodio sul sito del Discovery Channel.


 

 


Aprile 30, 2018 By 4 Commenti , , ,

Alla ricerca della voce innata

Questo è il titolo dell’articolo che ospita l’intervista che ho rilasciato per il magazine Elle.

Sono davvero felice che una rivista così prestigiosa abbia scelto di aiutarmi a diffondere il mio messaggio sull’importanza della corretta salute e formazione vocale.

L’articolo spiega che l’Inbon Voice, la voce innata, «è quella che tutti abbiamo “dentro” e vorremmo – ma non riusciamo – a far emergere. Mylena Origgi, vocal coach americana, insegna come ritrovarla. E non soloa cantanti e speaker. Perché liberare il nostro canto interiore vuol dire scoprire se stessi.»

L’articolo continua con «C’è chi si ascolta in una registrazione e dice: “Non sono io!”. C’è chi scappa dal karaoke, chi ha una voce così “antipatica” che nessuno gli lascia messaggi sulla segreteria telefonica (e si deprime), chi sussurra e chi balbetta. C’è poi chi vorrebbe sedurre, incantare e perché no, cantare, ma non si sente all’altezza.»

L’intervista poi continua con questa domanda: Che tipo di miracolo fa? Cantare gli stonati, incoraggiare i timidi…? «Nessun miracolo. Abbiamo la voce “fuori”, quella che tutti conoscono e magari non ci piace, e quella “dentro”, la voce che vorremmo e non riusciamo a far emergere, ma è lì, da qualche parte. Il mio lavoro è aiutare chi ne ha bisogno a ritrovare la propria: pulita, naturale, con un’ampia gamma di vibrazioni. Una fashion blogger, diventata poi famosa, è venuta da me disperata. Liberando la voce “dentro” ha trovato la sua vocazione».

L’intervista si conclude con questa domanda: Qual è il risultato migliore del lavoro sulla voce? «L’autostima. Trovi la sintonia con te stessa. Ti ascolti e dici: questa sono io. La voce è lo specchio dell’anima».

Vi consiglio di acquistare la rivista per leggere l’intero articolo, oppure potete cliccare sulla copertina per vederne un’anteprima.

Ecco l’intervista integrale sul sito di ELLE

Vi lascio con una mia fotografia scattata a Brooklyn, con NYC alle spalle! Vi sembro felice?


Marzo 22, 2018 By Lascia il tuo commento , , , ,

La Via della Voce

Dopo una lunga attesa e in seguito alle numerosissime richieste provenienti dai miei clienti e dai miei collaboratori, ho finalmente dato alla luce la mia opera prima che cerca di spiegare con parole semplici e alla portata di tutti, la filosofia alla base del mio metodo di insegnamento: Inborn Voice.

Con questo libro chiunque può assaporare l’enorme complessità che sorregge il mondo della voce, parlata e cantata, e di come la capacità di sfruttare la propria voce sia l’unico vero segreto per ottenere successo personale e felicità nella propria vita.

Imparare a cantare, a parlare o a comunicare nel modo giusto, senza farsi del male fisico o “spirituale”, riuscendo per di più a fare sgorgare le emozioni dal proprio profondo in modo naturale e spontaneo è qualcosa di estremamente difficile e ben lontano dall’insegnamento vocale classico o quello moderno, ovvero attraverso vocalizzi, gorgheggi ed affini accanto ad un pianoforte.

Sono fiduciosa che il libro vi piacerà e vi aiuterà a intravvedere la vostra Inbon Voice!

Fiore all’occhiello, la Via della Voce è stato incluso nella bibliografia del corso di Tecniche di Comunicazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, il che mi rende ancora più orgogliosa di tutti gli sforzi che faccio ogni giorno per portare avanti, da pioniera, questa rivoluzione vocale.

Se volete leggerlo potete ordinarlo direttamente da questo sito oppure dal sito www.laviadellavoce.it

Acquista la tua copia del nuovo libro di Mylena Vocal Coach comodamente da casa tua e in totale sicurezza!



Lo potete acquistare anche su Amazon, oppure su Mondadori ed in altre libreria, sia online, sia in negozio. La prima edizione è già esaurita, potete preordinarlo senza problemi, tornerà sugli scaffali a giorni!


Gennaio 8, 2018 By 3 Commenti , , , ,

I dialetti della lingua Italiana

Oggi mi è capitato di vedere un video di Enrico Brignano, uno dei  miei comici preferiti, che dimostra ancora una volta come i comici siano spesso in grado di elargire perle, in questo caso di come la voce possa comunicare al di là delle parole.

In questo video Brignano passa a rassegna tutta l’Italia, dal Nord al Sud, indicando con la sua mano il passaggio di regione in regione, e utilizzando la voce per ricreare le sonorità dei tanti dialetti locali che caratterizzano il nostro paese, tutti affascinanti per le diverse sonorità sviluppate nell’antichità per proteggersi dagli “stranieri” e dagli “invasori”.
Questo video evidenzia le potenzialità della voce umana, uno strumento ricco e meraviglioso.

L’elasticità di passare da suoni così diversi con questa velocità mostra le incredibili potenzialità della voce di Brignano, del suo apparato fonatorio così poliedrico e fondamentale per la sua carriera e il suo successo.
Ovviamente chiunque di noi può ottenere risultati similari.

Ogni sonorità ci fa immediatamente comprendere la regione di appartenenza e  l’identità del popolo autoctono, argomento che approfondisco in tutto il mondo con il mio Workshop “L’identità e la voce” giunto alla alla sua 4° edizione Italiana.

Molti di questi artisti sono autodidatti e pensano che

Finora i video di Lezioni di canto sono stati visualizzati 35,232 volte su YouTube! Grazie a tutti!


Gennaio 7, 2018 By 1 Commento , , , , ,

L’albero di Natale che viaggia

Il mio lavoro mi porta molto spesso a viaggiare in giro per il mondo.
Praticamente l’ho visitato quasi tutto, dai poli all’equatore, in lungo e in largo.

Da qualche tempo a questa parte ho cominciato a “collezionare” qualcosa di particolare, così da avere sempre con me un ricordo dei posti che ho visitato: le palle di Natale!

Ecco qual alcune delle più particolari, segno che non sempre il natale è Cristiano o che è freddo.

Buone Feste a tutti!


Dicembre 25, 2017 By Lascia il tuo commento ,

Il Giappone a Boston

Oggi sono andata a visitare la mostra di Takashi Murakami al Museo di belle Arti a Boston.

Ecco alcune delle fotografie che ho raccolto per voi gironzolando per le sale di questo enorme museo!

Come potete apprezzare dalle immagini, il museo è pieno di bambini che si divertono a disegnare, sotto l’occhio vigile dei guardiani, immagini altrettanto colorate sui loro quaderni. Ho visitato con piacere anche la sezione del museo dedicata agli antichi strumenti musicali 😀


Novembre 12, 2017 By 3 Commenti ,

Partecipare alla maratona di NYC!

Boston ha una maratona altrettanto bella e famosa di quella di New York, ma la grande mela offre qualcosa in più, specie per noi Italiani.

Quest’anno sono andata a New York in Bus, così da evitarmi code e parcheggi salatissimi.
Il clima è stato più che clemente anche per chi, come me, era un turista.
Le forze dell’ordine e gli Italiani erano presenti in ogni direzione!

Quest’anno tutti i giornali parlano del fatto che, dopo 40 anni un’americana ha finalmente vinto la maratona più famosa degli Stati Uniti.

Sono sempre stata affascinata dalle persone che praticano sport con costanza e passione. Certo per arrivare a correre una maratona occorre qualcosa in più.
La maratona di NYC è un evento per chi corre, unico al mondo. Molti dei miei amici sognano di parteciparvi ed alcuni ci sono riusciti.Quando mi raccontano la loro esperienza, vedo  i loro occhi illuminarsi e l’energia che traspare vi garantisco che fa’ venire voglia di correre anche a me!
Attraverso le loro parole riesco ad immaginare di correre tra le strade dell’ombelico del mondo ed è una vera magia.

Un dato interessante, tra tutti quelli presentati è che la maratona sta rallentando .Oggi sempre più persone affrontano la maratona e sebbene siano “super” uomini e donne, la maggior parte di loro “rovina” la media. Nel 1980 la media di chi portava a termine la competizione era di poco più di quattro ore, oggi siamo arrivati oltre le quattro ore e mezza. Il che è oltre il doppio dei primi.
Quasi tutti quelli che partecipano ufficialmente all’evento arrivano al traguardo, poi c’è chi come me partecipa solo per vedere alcuni scorci della città altrimenti irraggiungibili.

Faccio ancora i miei complimenti alla vincitrice: quello che si guadagna con fatica e determinazione ha un sapore vero ed eterno!


Novembre 6, 2017 By Lascia il tuo commento , ,