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Alla ricerca della voce innata

Questo è il titolo dell’articolo che ospita l’intervista che ho rilasciato per il magazine Elle.

Sono davvero felice che una rivista così prestigiosa abbia scelto di aiutarmi a diffondere il mio messaggio sull’importanza della corretta salute e formazione vocale.

L’articolo spiega che l’Inbon Voice, la voce innata, «è quella che tutti abbiamo “dentro” e vorremmo – ma non riusciamo – a far emergere. Mylena Origgi, vocal coach americana, insegna come ritrovarla. E non soloa cantanti e speaker. Perché liberare il nostro canto interiore vuol dire scoprire se stessi.»

L’articolo continua con «C’è chi si ascolta in una registrazione e dice: “Non sono io!”. C’è chi scappa dal karaoke, chi ha una voce così “antipatica” che nessuno gli lascia messaggi sulla segreteria telefonica (e si deprime), chi sussurra e chi balbetta. C’è poi chi vorrebbe sedurre, incantare e perché no, cantare, ma non si sente all’altezza.»

L’intervista poi continua con questa domanda: Che tipo di miracolo fa? Cantare gli stonati, incoraggiare i timidi…? «Nessun miracolo. Abbiamo la voce “fuori”, quella che tutti conoscono e magari non ci piace, e quella “dentro”, la voce che vorremmo e non riusciamo a far emergere, ma è lì, da qualche parte. Il mio lavoro è aiutare chi ne ha bisogno a ritrovare la propria: pulita, naturale, con un’ampia gamma di vibrazioni. Una fashion blogger, diventata poi famosa, è venuta da me disperata. Liberando la voce “dentro” ha trovato la sua vocazione».

L’intervista si conclude con questa domanda: Qual è il risultato migliore del lavoro sulla voce? «L’autostima. Trovi la sintonia con te stessa. Ti ascolti e dici: questa sono io. La voce è lo specchio dell’anima».

Vi consiglio di acquistare la rivista per leggere l’intero articolo, oppure potete cliccare sulla copertina per vederne un’anteprima.

Ecco l’intervista integrale sul sito di ELLE

Vi lascio con una mia fotografia scattata a Brooklyn, con NYC alle spalle! Vi sembro felice?


Marzo 22, 2018 By Lascia il tuo commento , , , ,

Partecipare alla maratona di NYC!

Boston ha una maratona altrettanto bella e famosa di quella di New York, ma la grande mela offre qualcosa in più, specie per noi Italiani.

Quest’anno sono andata a New York in Bus, così da evitarmi code e parcheggi salatissimi.
Il clima è stato più che clemente anche per chi, come me, era un turista.
Le forze dell’ordine e gli Italiani erano presenti in ogni direzione!

Quest’anno tutti i giornali parlano del fatto che, dopo 40 anni un’americana ha finalmente vinto la maratona più famosa degli Stati Uniti.

Sono sempre stata affascinata dalle persone che praticano sport con costanza e passione. Certo per arrivare a correre una maratona occorre qualcosa in più.
La maratona di NYC è un evento per chi corre, unico al mondo. Molti dei miei amici sognano di parteciparvi ed alcuni ci sono riusciti.Quando mi raccontano la loro esperienza, vedo  i loro occhi illuminarsi e l’energia che traspare vi garantisco che fa’ venire voglia di correre anche a me!
Attraverso le loro parole riesco ad immaginare di correre tra le strade dell’ombelico del mondo ed è una vera magia.

Un dato interessante, tra tutti quelli presentati è che la maratona sta rallentando .Oggi sempre più persone affrontano la maratona e sebbene siano “super” uomini e donne, la maggior parte di loro “rovina” la media. Nel 1980 la media di chi portava a termine la competizione era di poco più di quattro ore, oggi siamo arrivati oltre le quattro ore e mezza. Il che è oltre il doppio dei primi.
Quasi tutti quelli che partecipano ufficialmente all’evento arrivano al traguardo, poi c’è chi come me partecipa solo per vedere alcuni scorci della città altrimenti irraggiungibili.

Faccio ancora i miei complimenti alla vincitrice: quello che si guadagna con fatica e determinazione ha un sapore vero ed eterno!


Novembre 6, 2017 By Lascia il tuo commento , ,